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Siamo strani, noi Danesi.
L'imperativo oggi è: produrre il più possibile, nel minor tempo possibile, con dei costi bassi il più possibile. Queste leggi economico-produttive sono riconosciute ed applicate a livello mondiale, in tutti i campi.
Poi arriviamo noi, i Danesi di Skanderborg, e ti diciamo: "Se ci occorrono più soldi, non costruiamo più altoparlanti, ma alziamo semplicemente i prezzi", oppure: "La sola cosa più costosa di un progetto abortito è un progetto di successo" e ancora "Non c'è un compositore famoso in Danimarca, e nessuna rock band di successo. E' per questo che i Danesi hanno un approccio obiettivo alla musica".
Il fatto è che a Skanderborg, in Danimarca, c'è un'azienda chiamata Dynaudio che si permette il lusso di seguire i ritmi della verità sonora, e non quelli delle necessità produttive; questi ritmi sono lenti, come lento è l'essiccamento della colla naturale (Dynaudio non usa i moderni collanti sintetici, spesso composti da sostanze tossiche).
Lentezza è comprare una velocissima macchina per avvolgere le bobine mobili, e poi lavorarci un mese per rallentarla in modo che lavori ancora più accuratamente.
E secondo te, può essere veloce un processo produttivo che prevede 86 controlli di qualità per ogni altoparlante?
Eppure noi di Dynaudio lavoriamo in questo modo, in nome della Verità. Un modo anacronistico di produrre? L'ultima piccola grande utopia del XX° secolo? Forse si o forse è la consapevolezza che il lavoro, la serietà non hanno tempo.
Né prezzo.
Ma vengono riconosciute, anche ad occhi chiusi, da chi ha le orecchie bene aperte.
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